Cresce la mobilitazione contro il progetto del maxi biodigestore da 120mila tonnellate annue, con centinaia di cittadini scesi in piazza per esprimere preoccupazione sui possibili impatti ambientali e sanitari dell’impianto. La protesta, riportata da Civonline, evidenzia un forte coinvolgimento del territorio e delle associazioni.
Tra i partecipanti anche esponenti di ISDE Italia, Mauro Mocci, Giovanni Ghirga e Baldi, hanno espresso le ragioni del no portando studi scientifici e prove a supporto della loro tesi.che hanno portato all’attenzione pubblica i potenziali rischi per la salute legati alla gestione dei rifiuti e alle emissioni degli impianti. In particolare, medici e attivisti dell’associazione hanno sottolineato la necessità di valutazioni preventive rigorose e trasparenti, basate su evidenze scientifiche, prima della realizzazione di infrastrutture di questo tipo.
ISDE ha ribadito come la pianificazione impiantistica debba sempre tenere conto del principio di precauzione e della tutela delle comunità locali, soprattutto in contesti già sottoposti a pressioni ambientali cumulative. Centrale anche il richiamo a modelli alternativi di gestione dei rifiuti, orientati alla riduzione a monte, al riuso e al riciclo, piuttosto che al trattamento su larga scala.
La presenza dei medici per l’ambiente alla manifestazione conferma il crescente ruolo della comunità scientifica nei processi decisionali territoriali, in linea con l’approccio One Health che integra salute umana, ambiente e qualità della vita.
