Il nuovo Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (BES) 2024, dodicesima edizione del lavoro annuale di ISTAT, offre una fotografia ampia e multilivello della qualità della vita nel nostro Paese. Il BES non si limita a misurare gli indicatori economici, ma integra aspetti sociali, ambientali e sanitari, diventando negli anni uno strumento cruciale per comprendere le trasformazioni della società italiana e orientare le politiche pubbliche.
Il rapporto 2024 conferma un quadro complesso: su 137 indicatori confrontabili con l’anno precedente, solo un terzo (34,3%) migliora, mentre il 39,4% rimane stabile e il 26,3% peggiora . Nel lungo periodo (ultimo decennio), invece, la dinamica è più favorevole: oltre la metà degli indicatori (70 su 128) mostra un miglioramento, anche se 16 peggiorano e un terzo presenta tendenze non univoche.
Persistono inoltre forti divari territoriali: nelle regioni del Nord e del Centro oltre il 60% degli indicatori è migliore della media nazionale, mentre nel Mezzogiorno più del 70% si colloca su livelli peggiori in regioni come Campania e Puglia .
Tra i dodici domini analizzati, la Salute resta uno dei più centrali. Ed è proprio qui che emergono tendenze contrastanti, tra miglioramenti consolidati, segnali di allarme (soprattutto nella salute mentale dei giovani) e l’aumento delle disuguaglianze.
Il capitolo Salute del BES 2024: luci e ombre nel panorama sanitario italiano
Il dominio Salute del BES 2024 comprende 15 indicatori che analizzano aspetti fondamentali: sopravvivenza, salute mentale, mortalità evitabile, stili di vita, cronicità e qualità degli anni vissuti. ISTAT segnala che il quadro è solo parzialmente positivo, con molti indicatori stabili e alcune criticità rilevanti.
Speranza di vita: stabilità dopo le oscillazioni della pandemia
Nel 2024 la speranza di vita alla nascita è pari a 83,4 anni, un valore stabile rispetto al 2023 e superiore a quello del 2014 (82,6 anni) .
Significativo l’aumento registrato nell’ultimo decennio soprattutto:
- nel Nord-ovest (+1 anno per uomini e donne),
- nel Sud (+1,5 anni per gli uomini),
- nelle Isole (+2,4 anni per le donne) .
La speranza di vita in buona salute resta però ferma a 58,1 anni, sostanzialmente invariata da dieci anni. Un dato che evidenzia la difficoltà a trasformare la longevità in anni vissuti senza limitazioni significative.
Salute mentale: miglioramenti negli anziani, peggioramenti tra i giovani — soprattutto ragazze
L’indice di salute mentale (MH) è uno degli indicatori più sensibili. Nel 2024 il valore medio è 68,7, stabile rispetto al 2023, ma con dinamiche molto differenziate per età e genere.
Il dato più preoccupante è il peggioramento della salute mentale giovanile, soprattutto tra le ragazze:
- tra i 14-19 anni l’indice MH scende a 68,5 (contro 74,9 dei coetanei maschi),
- tra i 20-24 anni cala ulteriormente a 65,6 .
I miglioramenti si osservano invece tra gli anziani, probabilmente legati a una progressiva normalizzazione post-pandemica e a reti sociali più strutturate.
ISTAT collega questo peggioramento giovanile all’effetto delle restrizioni pandemiche, alla maggiore esposizione a incertezza, conflitti e crisi climatiche, e a una percezione più fragile del futuro.
Mortalità evitabile e mortalità per tumore: miglioramenti significativi
La mortalità evitabile (0-74 anni) scende da 18,2 decessi per 10.000 abitanti (2014) a 17,6 (2022).
Anche la mortalità per tumore tra i 20 e i 64 anni diminuisce da 9,1 a 7,6 decessi per 10.000 abitanti nello stesso periodo .
Segnali incoraggianti, che riflettono miglioramenti terapeutici e diagnostici.
Mortalità per demenze in aumento: la grande tendenza critica
Tra gli indicatori più critici: la mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso (65+).
Dal 2014 al 2022 sale da 28,2 a 35,3 decessi per 10.000 abitanti, un aumento che riflette:
- invecchiamento demografico,
- crescente prevalenza delle patologie neurodegenerative,
- maggiore capacità diagnostica.
Questo indicatore è uno dei pochi che peggiora sia nel breve sia nel lungo periodo, secondo ISTAT.
Stili di vita: fumo stabile, alcol stabile, sedentarietà in forte diminuzione
Gli stili di vita mostrano dinamiche miste:
- Fumo stabile al 20,5% della popolazione ≥14 anni, con aumento tra le donne (da 15,2% nel 2014 a 17,4% nel 2024) .
- Alcol: comportamenti a rischio al 16%, sostanzialmente invariati.
- Sedentarietà: forte miglioramento, dal 40,4% (2014) al 32,7% (2024), uno dei pochi indicatori chiaramente in progresso.
L’alimentazione adeguata peggiora leggermente (dal 18,1% al 16,2%).
Cronicità e qualità della vita nella terza età
Migliora la quota di anziani con multicronicità e gravi limitazioni (75+), che scende dal 51,9% al 48,9% dal 2014 al 2024.
La speranza di vita senza limitazioni a 65 anni aumenta da 9,6 a 10,4 anni .
Questo segnale positivo indica un miglioramento della qualità degli anni in età avanzata, anche se permangono forti disparità territoriali.
La salute come lente per leggere le disuguaglianze del Paese
Il BES 2024 conferma che la salute degli italiani è sostenuta da fondamentali solidi, soprattutto in termini di sopravvivenza e mortalità evitabile. Tuttavia, emergono nuove fragilità (la salute mentale dei giovani) e criticità strutturali (patologie neurodegenerative, stagnazione della buona salute, stili di vita ancora problematici).
La lettura territoriale rivela un’Italia a due velocità, dove il Mezzogiorno continua a registrare livelli inferiori alla media nazionale in molti indicatori sanitari.
Per ISDE e per il mondo della salute pubblica, il BES 2024 ribadisce l’urgenza di un approccio integrato ai determinanti della salute: ambiente, equità, istruzione, qualità dei servizi, partecipazione sociale, fattori inseparabili dal benessere delle persone.
