Alla vigilia dell’avvio dei negoziati inter-istituzionali sull’ambizione climatica dell’Unione europea oltre il 2030 – che prenderanno il via il 9 dicembre 2025 – un’ampia coalizione di organizzazioni sanitarie europee che fanno capo alla Health and Environment Alliance (HEAL), tra cui ISDE Italia, rivolge ai decisori europei un appello affinché la salute delle persone diventi il fulcro della strategia climatica e venga adottato un obiettivo 2040 realmente all’altezza delle sfide.
Le associazioni firmatarie, che rappresentano professionisti della salute, pazienti ed esperti di sanità pubblica, ricordano come gli impatti sanitari della crisi climatica siano già una realtà tangibile nel continente: eventi estremi più frequenti e intensi, ondate di calore mortali, incendi, peggioramento della qualità dell’aria e diffusione di malattie infettive sensibili al clima stanno colpendo in modo particolare anziani, bambini, persone con patologie croniche e gruppi vulnerabili.
Tra il 1980 e il 2023 gli eventi meteorologici estremi hanno causato oltre 240.000 vittime in Europa, e il costo economico dei rischi legati a clima e inquinamento ha superato 738 miliardi di euro. Una traiettoria che, senza un aumento deciso dell’ambizione climatica, rischia di superare la capacità di adattamento dei sistemi sanitari e delle comunità.
Le richieste al cuore dell’appello
Le organizzazioni sanitarie chiedono ai negoziatori europei di assumere una leadership chiara per:
1. Definire un obiettivo climatico 2040 davvero incisivo, senza esternalizzare l’inquinamento.
I firmatari esprimono forte preoccupazione per meccanismi di compensazione e flessibilità che permetterebbero a Paesi o imprese di “compensare” emissioni continue anziché ridurle alla fonte. Una scelta che rischia di perpetuare i danni sanitari dell’inquinamento nei territori europei, ritardando le riduzioni domestiche necessarie nei settori energia, trasporti, agricoltura ed edilizia.
2. Garantire strumenti che rafforzino – e non indeboliscano – l’azione climatica.
La proposta di un riesame biennale viene giudicata potenzialmente frenante. Preoccupano inoltre il meccanismo di “freno d’emergenza” legato agli obiettivi LULUCF e il possibile rinvio dell’ETS2, che rischierebbero di premiare i ritardi e rallentare il sostegno alle famiglie vulnerabili nella transizione.
3. Eliminare rapidamente i sussidi diretti e indiretti ai combustibili fossili.
Il settore dei combustibili fossili rimane la principale causa sia del cambiamento climatico sia dell’inquinamento atmosferico, con effetti devastanti sulla salute – in particolare nelle città, dove caldo estremo e scarsa qualità dell’aria aumentano mortalità e malattie cardiovascolari e respiratorie. Le organizzazioni chiedono la fine dei sussidi nel settore energetico entro il 2027 e la loro eliminazione dal bilancio UE 2028-2035, destinando invece investimenti a energie rinnovabili, riduzione dell’inquinamento e resilienza climatica.
“La salute delle persone deve guidare l’ambizione climatica europea”
Nella lettera, firmata – tra gli altri – da EuroHealthNet, European Lung Foundation, European Respiratory Society, Child Rights International Network, Health Care Without Harm Europe, Standing Committee of European Doctors, Youth and Environment Europe, ACP, KLUG, ISDE Austria e ISDE Italia, si richiama con forza la responsabilità delle istituzioni europee di adottare una strategia climatica all’altezza della protezione delle generazioni presenti e future.
“Contiamo sulla vostra leadership per garantire la massima ambizione climatica possibile, adeguata a proteggere la salute di oggi e di domani”, conclude l’appello.
ISDE Italia sostiene con convinzione questa richiesta, ricordando che la crisi climatica è già una crisi sanitaria e che agire ora significa ridurre morti evitabili, migliorare la qualità della vita e rafforzare la resilienza delle nostre comunità.
