Anche Roberto Romizi, presidente dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, ha aderito all’appello “Per la pace nel cuore d’Europa”, promosso da Alex Zanotelli e Luisa Morgantini.
Un’adesione significativa che rafforza il contributo del mondo della sanità e della medicina ambientale a una richiesta sempre più diffusa nella società civile: fermare la guerra, cessare l’escalation militare e costruire una pace “disarmata e disarmante” capace di salvare le vite umane.
La voce dei medici per la pace
Con questa adesione, si riafferma con chiarezza un principio fondamentale: la tutela della salute non può essere separata dalla tutela della pace. La guerra rappresenta infatti una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali, responsabile di morti, feriti, traumi psicologici, distruzione degli ecosistemi, inquinamento persistente e compromissione dei determinanti fondamentali della salute.
Come ricordano i promotori dell’appello, ogni conflitto armato produce sofferenze che colpiscono in primo luogo le popolazioni civili, aggravando le disuguaglianze sociali, minando i sistemi sanitari e generando conseguenze a lungo termine sulla salute pubblica.
Un appello alle istituzioni italiane ed europee
L’appello “Per la pace nel cuore d’Europa” si rivolge con forza al Parlamento e al Governo italiani, così come a tutte le istituzioni europee, affinché ascoltino la voce della ragione, del diritto e dell’etica. In particolare, viene richiamato il rispetto:
- dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali;
- della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che riconosce il diritto alla vita come principio inviolabile;
- della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Documenti che convergono su un messaggio inequivocabile: la guerra è incompatibile con la difesa della vita e della dignità umana.
Guerra e salute: un nesso indissolubile
Dal punto di vista medico e scientifico, la guerra è sempre e solo una moltiplicazione dei danni alla salute: uccide direttamente, ma anche indirettamente, attraverso la fame, le migrazioni forzate, il collasso dei servizi sanitari, l’inquinamento e la devastazione dei territori. Ogni vittima, ricordano i firmatari, “ha il volto di Abele”, e ogni essere umano ha diritto alla vita.
Per questo, l’adesione del presidente di ISDE Italia all’appello rappresenta un atto coerente con l’impegno storico dei medici per l’ambiente: difendere la salute oggi significa anche opporsi alla guerra e promuovere attivamente la pace.
Costruire la pace disarmata e disarmante
L’appello invita tutte e tutti – cittadini, associazioni, professionisti della salute, istituzioni – a rompere il silenzio e a impegnarsi per la cessazione immediata della guerra nel cuore d’Europa, prima che il conflitto possa estendersi ulteriormente con esiti irreversibili.
Salvare le vite è il primo dovere. E non può esserci salute senza pace, né futuro senza la scelta coraggiosa del disarmo, del dialogo e della cooperazione internazionale.
