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Il “Progetto ISDE Aria” è un’iniziativa di ISDE Italia (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) che si concentra sulla salute e sull’inquinamento atmosferico. L’obiettivo è monitorare la qualità dell’aria, sensibilizzare la popolazione e i decisori pubblici, e promuovere politiche concrete per ridurre l’inquinamento, come l’adozione dei limiti di qualità dell’aria più restrittivi dell’OMS e il potenziamento delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile.

A partire dal 2025 e raccogliendo e rielaborando graficamente i dati ufficiali provenienti dalle ARPE regionali, nel caso della Campania ARPAC , fornisce quadri sinottici oggettivi provenienti da fonti ufficiali e validate. 

Questi dati mostrano una situazione molto preoccupante per quanto riguarda il biossido di azoto (NO₂), soprattutto in alcune città italiane. 
La direttiva europea stabilisce che il limite giornaliero di 50 µg/m³ non debba essere superato per più di 18 giorni in un anno, ma in diverse stazioni i valori sono ampiamente oltre questa soglia. Fra l’altro, proprio per questo limite si registra una distanza maggiore rispetto al valore raccomandato dalle Linee Guida OMS da non superare per tutelare la salute umana che è di 25 µg/m³.

Il caso più critico è quello di Napoli, stazione Ente Ferrovie, con ben 155 giorni di superamento: praticamente quasi cinque mesi complessivi di aria con concentrazioni oltre i limiti.

Guardando i dati del biossido di azoto, colpisce che in alcune città i superamenti non si concentrino solo nei mesi freddi, come di solito avviene, ma restino significativi anche in estate.

Normalmente il NO₂ è un inquinante tipicamente invernale: le emissioni di traffico e riscaldamento, unite alle condizioni meteorologiche stabili e alle inversioni termiche, fanno sì che in gennaio e febbraio i livelli siano più alti. 

In estate, invece, la maggiore ventilazione e l’assenza di riscaldamenti tendono a ridurre i picchi.

Quando si osservano valori elevati anche nei mesi caldi significa che entrano in gioco altri fattori. In molte città densamente trafficate, come Napoli o Palermo, il traffico automobilistico non cala mai davvero, nemmeno durante l’estate, e questo mantiene costante il livello di emissioni. Nelle aree portuali, come Genova o ancora Napoli e Palermo, pesa anche il contributo del traffico marittimo, che in estate spesso aumenta per via del turismo e delle attività commerciali. 

A questo si aggiungono le condizioni meteorologiche: le ondate di calore, la scarsa ventilazione e la stabilità atmosferica tipica dell’alta pressione estiva possono favorire l’accumulo degli inquinanti anche in assenza di fonti aggiuntive.

In questi contesti, il fatto che il NO₂ resti alto anche d’estate è un chiaro segnale della forza delle emissioni locali, che non vengono diluite né compensate da condizioni meteo più favorevoli. È la dimostrazione di come in alcune città il problema sia strutturale e non legato solo alla stagione invernale. Questo rende ancora più urgente intervenire con misure specifiche: dal controllo del traffico veicolare e navale, all’estensione delle zone a basse emissioni, fino a un serio rafforzamento del trasporto pubblico e delle alternative sostenibili.

Dal punto di vista sanitario, i dati sono allarmanti. L’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di NO₂ comporta rischi importanti per la salute respiratoria: irritazioni, aggravamento di asma e bronchiti, riduzione della funzionalità polmonare.

I valori assolutamente eccezionale che stiamo registrando a Napoli specialmente in questo 2025 danno ampia spiegazione dei pessimi dati sanitari che registriamo a Napoli specie per cancro, ictus ed infarti che riconosce  l’azione pro infiammatoria del biossido di azoto come uno dei fattori patogenetici maggiori. 

Proprio in questi giorni La nuova missione Copernicus Sentinel-4 ha consegnato le sue prime immagini, evidenziando le concentrazioni di biossido di azoto atmosferico, anidride solforosa e ozono.

Questa immagine, basata sulle primissime misurazioni Sentinel-4 acquisite l’8 ottobre 2025, raffigura il biossido di azoto troposferico con chiari punti caldi di inquinamento visibili lungo la costa mediterranea e sulla valle del Po in Italia.

Come importante inquinante atmosferico rilasciato durante la combustione di combustibili fossili, come nei motori dei veicoli, nelle centrali elettriche e nei sistemi di riscaldamento, le concentrazioni di biossido di azoto possono cambiare rapidamente. È tossico di per sé e contribuisce anche alla formazione di inquinanti secondari come l’ozono e il particolato, entrambi i quali hanno gravi impatti sulla salute umana e sull’ambiente.

Nonostante siano preliminari, queste immagini segnano una pietra miliare nella capacità dell’Europa di monitorare la qualità dell’aria fino all’orbita geostazionaria, 36.000 chilometri sopra la Terra.

Ebbene, nelle foto scattate da Copernicus 4  Napoli ha lo stesso colore della Pianura Padana! 
Anzi, i dati del 2025 ci dicono che sta peggio!

Mentre Parigi si colora di  blu perché negli ultimi dieci anni ha dimezzato il biossido di azoto controllando il traffico, con aeroporti a 50 km da Parigi (più lontani di Grazzanise da Napoli) e senza un porto con maxi navi con motori diesel sempre accesi perché privi di banchine elettrificate, Napoli ha un terribile colore ARANCIONE come la Pianura Padana.

I dati sanitari del 2025 ci dicono che, rispetto a Milano,  ci sono oltre un terzo in più di morti evitabili e non evitati da inquinamento di solo biossido di azoto! Vengono uccisi ogni giorno 4,5 Napoletani in eccesso al giorno per cancro, infarti e ictus, ben più di Milano!

E il Comune di Napoli che fa? Fa le visite gratis di prevenzione secondaria, guardandosi bene anche solo dal toccare questo sviluppo mostruoso ormai certificato mortale a livello internazionale di porto e aeroporto all’interno del centro storico, tra i più belli, fragili e antichi del mondo: 2500 anni!
Lo ricorderemo Sabato 25 ottobre in Piazza Plebiscito.

Prendiamo atto che ormai siamo capaci di monitorare l’aria di Napoli  da 36.000 km di altezza a livello internazionale, mentre  a Napoli sono 30 anni che ARPAC non ci riesce con le centraline. 

A questo punto, impossibile pensare che sia casuale, cosi come la totale assenza di dati suddivisi per distretto regolarmente aggiornati e resi pubblici da parte del registro tumori della Asn Napoli 1 centro. 
Questi dati per noi non ci sono.  L’Assessore Santagada dice che ci sono ma non li rende pubblici.

A nostro  parere i dati del registro tumori Asl 1 suddivisi per distretto,  semplicemente non ci sono! 
Per la terzia metropoli di Italia , quella con i dati sanitari di incidenza e mortalità per cancro peggiori di italia, con , record nazionale di ictus ed infarti,  è un fatto di eccezionale gravità che assolutamente non puo’ risolversi con le sole prime visite di prevenzione secondaria gratis, e poi creando infiniti problemi successivamente allungando tutte le liste di attesa nel SSN per i cittadini napoletani!  

Tutte la malattie cronico degenerative e cardiovascolari innanzitutto si evitano (Prevenzione Primaria) e solo dopo si diagnosticano precocemente e si curano (Prevenzione secondaria). 

Pensare  di fare ammalare tutti per evitare di confliggere con profitti miliardari di alcune lobbies industriali  (Porto ed Aereoporto in pieno centro storico in eccessivo e mostruoso sviluppo senza controllo ) e poi tentare di curare tutti , è pura follia, oltre che mancato rispetto dei doveri di tutela della salute pubblica previste dalle leggi vigenti. 

Pertanto, il 25 ottobre 2025 alle ore 10:00, dopo un buon caffè da Gambrinus, gireremo per tutti gli stand di prevenzione secondaria in Piazza Plebiscito per ricordare a tutti, e ancora di più al Comune di Napoli che l’ha organizzata, che, senza prevenzione primaria, primo dovere del Sindaco, la prevenzione secondaria fa bene solo alle tasche di medici e farmaci, ma sbriciola il SSN, non evitando che le persone si ammalino troppo!

Napoli 23 ottobre 2025
Dr Antonio Marfella
Presidente ISDE MEDICI AMBIENTE NAPOLI