Un’alimentazione sana non è una dieta restrittiva, ma una scelta quotidiana che intreccia salute, ambiente e responsabilità sociale. È il messaggio centrale dell’intervento di Linda Enrica Sacchetti, biologa nutrizionista, docente di sicurezza alimentare e membro di ISDE – Medici per l’Ambiente, che in una recente intervista a Valori offre indicazioni concrete su come tradurre nella pratica uno stile alimentare sostenibile.
Non una dieta, ma un cambio di sistema
Secondo Sacchetti, il problema alimentare globale è ormai evidente: l’obesità infantile ha superato il sottopeso a livello mondiale, segno di un sistema dominato da cibi ultra-processati, poveri di nutrienti e ricchi di zuccheri, sale e additivi.
La risposta non è “mettersi a dieta”, ma ripensare il rapporto tra cibo, salute e ambiente.
Più vegetale, meno industriale
Il pilastro di una dieta sana e sostenibile è il ritorno alle proteine vegetali, in particolare ai legumi, da consumare almeno 3-4 volte a settimana.
Oltre ai benefici ambientali, questi alimenti favoriscono un microbiota intestinale sano, fondamentale per il sistema immunitario e per la prevenzione delle infiammazioni croniche.
Fondamentale anche ridurre al minimo i prodotti industriali: meglio privilegiare cibi freschi e autoprodotti, recuperando competenze di base in cucina.
Proteine animali: qualità e moderazione
Le proteine animali non sono escluse, ma vanno selezionate con attenzione:
- pesce locale e di piccola taglia, 2-3 volte a settimana
- carni bianche biologiche e senza antibiotici, con consumo limitato
- uova biologiche (fino a 4 a settimana)
Importante anche il recupero di piatti tradizionali come cereali e legumi insieme, che garantiscono un apporto proteico completo.
Colazione e carboidrati: stabilità energetica
Tra i consigli più pratici, la preferenza per una colazione salata, utile a evitare picchi glicemici e fame nervosa.
Via libera invece a carboidrati complessi e integrali, la cui fibra rallenta l’assorbimento degli zuccheri e contribuisce alla prevenzione di diabete e infiammazioni.
Come fare la spesa: filiera corta e GAS
Sacchetti invita a guardare oltre la grande distribuzione:
- partecipare a Gruppi di Acquisto Solidale (GAS)
- scegliere prodotti locali e stagionali
- ridurre gli sprechi con una gestione più consapevole delle scorte
Anche in contesti urbani e con poco tempo, è possibile organizzarsi cucinando in quantità e congelando con criterio.
Attenzione a plastica e contaminanti
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il packaging.
L’uso della plastica, oltre a generare rifiuti, espone a microplastiche e interferenti endocrini, sostanze che possono alterare l’equilibrio ormonale.
Tra i consigli pratici:
- trasferire subito gli alimenti in contenitori di vetro
- ridurre il contatto tra cibo e plastica, soprattutto per alimenti grassi
- osservare e ridurre i propri rifiuti domestici
Frutta, stagionalità e sicurezza
Anche la frutta richiede attenzione:
- preferire prodotti biologici per evitare contaminazioni da pesticidi
- lavare accuratamente frutta e verdura
- privilegiare la stagionalità, che garantisce maggiore qualità nutrizionale
Nutrire la salute, non solo riempire il piatto
Il messaggio finale è chiaro: nutrirsi bene è un atto di prevenzione e responsabilità.
Le scelte alimentari quotidiane hanno effetti diretti sulla salute individuale e sull’ambiente.
Come sottolinea Sacchetti, si tratta di imparare un nuovo “linguaggio del cibo”, in cui ogni gesto – dalla spesa alla preparazione – diventa parte di un cambiamento necessario per il benessere collettivo.
