È stato pubblicato Africa’s Atomic Odyssey: A Compendium of a Continent’s Encounter with Nuclear Power, il nuovo lavoro di Paul Saoke, medico keniano, figura storica della salute ambientale e vicepresidente di ISDE Africa. In oltre 650 pagine, il volume offre una ricostruzione ampia e documentata del rapporto tra Africa, energia nucleare e sfruttamento delle risorse uranifere, mostrando l’intreccio tra eredità coloniali, geopolitica contemporanea, rischi sanitari e fragilità dei sistemi di governance.
Al centro del libro c’è la lunga storia dell’estrazione di uranio in paesi come Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Niger e Malawi, dove comunità e lavoratori hanno pagato – spesso in silenzio – i costi sanitari e ambientali di operazioni condotte per decenni in condizioni di scarsa trasparenza e ridotta protezione. Saoke ricostruisce non solo le dinamiche industriali, ma anche gli impatti sulla salute delle popolazioni, dalle contaminazioni radioattive ai casi di malattie correlate all’esposizione.
Il volume approfondisce inoltre il ruolo delle potenze occidentali, in particolare Francia e Stati Uniti, nel plasmare l’industria nucleare africana, spesso attraverso rapporti economici e politici fortemente asimmetrici. L’autore descrive come l’uranio africano abbia alimentato per decenni i programmi nucleari europei, mentre i paesi produttori continuavano a fronteggiare povertà energetica, scarsa infrastrutturazione e deficit di diritti.
Una parte significativa del libro è dedicata alle sfide attuali, tra cui:
- i progetti per la costruzione di nuove centrali nucleari in vari stati africani;
- i rischi legati alla gestione dei materiali fissili e al traffico illecito;
- la vulnerabilità di alcune aree a fenomeni come terrorismo e criminalità organizzata;
- l’eredità dell’industria militare, dalle armi nucleari sudafricane dismesse negli anni ’90 alle munizioni all’uranio impoverito.
Saoke affronta anche i grandi disastri internazionali – da Chernobyl a Fukushima – per metterli in relazione con le debolezze dei sistemi di sicurezza nei paesi a basso reddito, sottolineando come un incidente in Africa avrebbe conseguenze difficilmente gestibili.
L’ultima sezione guarda al futuro e al potenziale delle energie rinnovabili, che l’autore descrive come occasione di emancipazione energetica e sanitaria per il continente: tecnologie più sicure, sostenibili e coerenti con gli obiettivi di sviluppo.
Con Africa’s Atomic Odyssey, Paul Saoke offre dunque una riflessione critica e coraggiosa sulle implicazioni sanitarie, sociali e politiche del nucleare in Africa, mettendo al centro la giustizia ambientale e la difesa delle comunità più vulnerabili. Un contributo di grande valore per chi si occupa di salute, pace e sostenibilità globale.
