Le Grave di Ciano, nel cuore del Veneto, sono al centro di un conflitto che intreccia ambiente, economia e democrazia. Non è solo una disputa su un territorio, ma su cosa intendiamo oggi per “bene comune”. Il libro “Acque Contese. Glossario per le Grave di Ciano” ci accompagna dentro questa controversia con rigore, lucidità e passione civile.
Il volume, come si legge già dalla densissima prefazione, analizza un progetto contestato: la realizzazione di un gigantesco bacino di laminazione nel greto del Piave, connesso alla cementificazione e allo sfruttamento intensivo delle sabbie fluviali. Una “miniera a cielo aperto” – la definisce Omodeo – che cela dietro il paravento della sicurezza idraulica interessi economici enormi. Gli stessi che hanno fatto delle sabbie fluviali un bene prezioso, persino oggetto di traffici internazionali, come documentato da Scientific American.
L’autore rifiuta la semplificazione tecnica e invita a inquadrare la questione nella più ampia crisi ecologica e democratica contemporanea: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, l’erosione del suolo e la fragilità del territorio. Ma anche la crisi della politica, che spesso prende decisioni a porte chiuse, emargina i cittadini e derubrica le proteste a “nimby”, ignorando la legittima richiesta di partecipazione e trasparenza.
Dall’intervista rilasciata a Vez.News emerge con chiarezza l’intento degli autori: ricostruire un lessico condiviso – fatto di parole, storia e consapevolezza – per leggere il territorio e difenderlo. Parole come “acque”, “limite”, “estrazione”, “sostenibilità”, “comune” vengono rilette alla luce della crisi ecologica, ma anche dei valori costituzionali, come l’articolo 9, riformato nel 2022, che oggi tutela esplicitamente ambiente, ecosistemi e biodiversità.
Il contributo di ISDE
Il caso delle Grave di Ciano rappresenta in pieno quella saldatura tra salute umana, ambiente e giustizia sociale che ISDE Italia denuncia da anni. La medicalizzazione dell’ambiente – pensiamo ai danni da inquinamento dell’aria, del suolo, dell’acqua – non può essere disgiunta dalla denuncia dei processi che li generano: estrattivismo, consumo di suolo, cementificazione, marginalizzazione delle comunità locali.
“Acque Contese” è anche un manifesto per la One Health, che unisce ambiente, salute umana e biodiversità in un’unica visione integrata. È un libro prezioso per chi – come ISDE – cerca di costruire un sapere pubblico, accessibile, capace di restituire alle comunità la voce che troppo spesso viene loro negata.
In un tempo in cui la crisi climatica impone scelte radicali, “Acque Contese” ci ricorda che le parole sono azioni, e che i territori, come i corpi, si difendono insieme.
