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L’acqua del rubinetto è davvero meno sicura di quella in bottiglia? E quali sono gli impatti ambientali e sanitari legati al consumo di acqua minerale confezionata? A queste domande prova a rispondere il nuovo rapporto promosso da ISDE Italia e rilanciato da Il Fatto Alimentare, che punta a fare chiarezza su luoghi comuni, campagne pubblicitarie e percezioni spesso distorte sul tema dell’acqua potabile.

Secondo gli autori, in molti casi l’acqua distribuita dagli acquedotti italiani è controllata con maggiore frequenza rispetto alle acque minerali imbottigliate e rispetta standard di sicurezza molto elevati. Il rapporto mette inoltre in evidenza come la diffidenza verso l’acqua di rubinetto sia stata alimentata negli anni anche da messaggi pubblicitari che enfatizzano presunti benefici delle acque minerali senza adeguate basi scientifiche.

Il documento richiama l’attenzione anche sugli impatti ambientali del consumo di acqua in bottiglia: produzione di plastica, trasporto su gomma, emissioni climalteranti e gestione dei rifiuti rappresentano infatti costi ambientali rilevanti. Per ISDE, promuovere il consumo di acqua pubblica sicura significa non solo ridurre l’inquinamento da plastica, ma anche favorire una maggiore sostenibilità e un risparmio economico per le famiglie.

Nel rapporto viene inoltre sottolineata la necessità di investire nella qualità delle reti idriche e nella trasparenza delle informazioni ai cittadini, contrastando disinformazione e allarmismi che rischiano di indebolire la fiducia nei sistemi pubblici di distribuzione dell’acqua.